Ministero della Salute: linee guida per le IAA

Gli Interventi assistiti con gli animali (IAA), genericamente indicati con il termine di “Pet Therapy”, comprendono una vasta gamma di progetti finalizzati a migliorare la salute e il benessere delle persone con l’ausilio di “pet”, ovvero di animali da compagnia.
La convivenza con gli animali, quando impostata sul principio di relazione, rappresenta già di per sé fonte di beneficio per la società. Inoltre gli animali domestici possono svolgere anche un importante ruolo di mediatori nei processi terapeutico-riabilitativi ed educativi e il loro impiego, in ambito terapeutico, non solo ha avuto una notevole diffusione ma, uscito dall’empirismo iniziale, sta seguendo sempre più un approccio scientifico.
Nonostante in Italia sia ancora esiguo il numero di pubblicazioni scientifiche attestanti l’efficacia terapeutica degli interventi con gli animali, i risultati di taluni progetti di ricerca condotti in collaborazione con il Centro di Referenza nazionale per gli IAA e/o con l’Istituto Superiore di Sanità e i successi ottenuti negli anni presso noti Centri di eccellenza, quali l’Ospedale Meyer di Firenze e l’Azienda ospedaliera Niguarda di Milano, sono estremamente incoraggianti.
I dati raccolti dimostrano che la relazione con l’animale riaccende l’interesse verso gli altri, attraverso stimoli sensoriali tattili e visivi creando un’empatia che induce anche pazienti depressi e in isolamento sociale a reagire e a sentirsi utili. I benefici della relazione sono evidenti soprattutto nei bambini nei quali l’animale, oltre a catturare l’attenzione, stimola l’accettazione di sé, e negli anziani nei quali si registra anche un effetto positivo sul piano fisico, oltre che psichico, in quanto i pazienti vengono stimolati a compiere attività motorie (accudimento dell’animale, passeggiate ecc.).
L’impiego degli animali in vari ambiti terapeutici determina non solo una migliore risposta del paziente ma spesso concorre alla riduzione dell’uso dei farmaci, con ulteriori vantaggi sia per la qualità della vita che in termini di costi per la collettività.
Tuttavia gli IAA, soprattutto in funzione del precipuo coinvolgimento di utenti appartenenti a categorie più deboli (malati, bambini, anziani, persone con disabilità), devono essere improntati su rigorosi criteri scientifici e necessitano di una regolamentazione specifica volta a tutelare sia il paziente/utente che gli animali coinvolti. Il Ministero della salute, al fine di promuovere la ricerca, di standardizzare i protocolli operativi e potenziare le collaborazioni fra medicina umana e veterinaria, nel giugno del 2009 ha istituito il “Centro di Referenza Nazionale per gli interventi assistiti con gli animali e Pet therapy ” e ha iniziato un intenso lavoro conclusosi con l’approvazione il 25 marzo scorso dell’Accordo Stato, Regioni e Province autonome recante “Linee guida nazionali per gli interventi assistiti con gli animali (IAA)”, che con orgoglio posso dire di aver contribuito a concretizzare. Tale Accordo, da me fortemente sostenuto, ha il grande merito di aver raccolto il crescente interesse della società verso trattamenti volti a garantire il recupero del benessere globale dell’individuo malato o in difficoltà, di promuovere lo studio e la diffusione dei vari tipi di attività svolte con gli animali uniformando i comportamenti degli operatori. L’indirizzo e la standardizzazione dell’operato dei centri che svolgono la pet therapy consentiranno la realizzazione di esperienze confrontabili dal punto di vista dell’efficacia terapeutica, rafforzando un approccio scientifico all’impiego degli IAA.
Vito De Filippo Sottosegretario di Stato alla Salute.

Gli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA) hanno valenza terapeutica, riabilitativa, educativa e ludico-ricreativa e prevedono l’impiego di animali domestici appartenenti alle specie indicate nel Capitolo 8. Tali interventi sono rivolti prevalentemente a persone con disturbi della sfera fisica, neuromotoria, mentale e psichica, dipendenti da qualunque causa, ma possono essere indirizzati anche a individui sani.
Prima di avviare un intervento con la mediazione dell’animale è necessaria una preventiva valutazione delle possibili controindicazioni da parte di medici di medicina generale o specialisti ovvero, nel caso di impiego dell’animale per
finalità non terapeutiche, la sottoscrizione di una liberatoria da parte dell’utente o di chi ne esercita la potestà.
La corretta applicazione degli IAA richiede il coinvolgimento di una équipe multidisciplinare composta, a seconda del tipo di intervento, da figure sanitarie, pedagogiche e tecniche con diversi compiti e responsabilità.
In base agli ambiti di attività gli IAA si classificano in:

  • Terapia assistita con gli animali (TAA)
    Intervento a valenza terapeutica finalizzato alla cura di disturbi della sfera fisica, neuro e psicomotoria, cognitiva, emotiva e relazionale, rivolto a soggetti con patologie fisiche, psichiche, sensoriali o plurime, di qualunque origine. L’intervento è personalizzato sul paziente e richiede apposita prescrizione medica (Cap. 7.1.1). La riabilitazione equestre è una TAA che prevede l’impiego del cavallo.
  •  Educazione assistita con gli animali (EAA)
    Intervento di tipo educativo che ha il fine di promuovere, attivare e sostenere le risorse e le potenzialità di crescita e progettualità individuale, di relazione ed inserimento sociale delle persone in difficoltà. L’intervento può essere anche di gruppo e promuove il benessere delle persone nei propri ambienti di vita, particolarmente all’interno delle istituzioni in cui l’individuo deve mettere in campo capacità di adattamento. L’EAA contribuisce a migliorare la qualità di vita della persona e a rinforzare l’autostima del soggetto coinvolto. Attraverso la mediazione degli animali domestici vengono attuati anche percorsi di rieducazione comportamentale.
    L’EAA trova quindi applicazione in diverse situazioni quali, ad esempio:
    • prolungata ospedalizzazione o ripetuti ricoveri in strutture sanitarie;
    • difficoltà dell’ambito relazionale nell’infanzia e nell’adolescenza;
    • disagio emozionale e psicoaffettivo;
    • difficoltà comportamentali e di adattamento socio-ambientale;
    • situazioni di istituzionalizzazione di vario tipo (istituti per anziani e per pazienti psichiatrici, residenze sanitarie assistenziali, comunità per minori, carceri, ecc.);
    • condizioni di malattia e/o disabilità che prevedano un programma di assistenza domiciliare integrata.
  •  Attività assistita con gli animali (AAA)
    Intervento con finalità di tipo ludico-ricreativo e di socializzazione attraverso il quale si promuove il miglioramento della qualità della vita e la corretta interazione uomo-animale. Non rientrano nelle AAA le attività sportivo-agonistiche con animali.
    Nelle AAA la relazione con l’animale costituisce fonte di conoscenza, di stimoli sensoriali ed emozionali; tali attività sono rivolte al singolo individuo o ad un gruppo di individui e promuovono nella comunità il valore dell’interazione uomo-animale al fine del reciproco benessere.
    Le AAA in alcuni casi sono propedeutiche alle TAA/EAA e sono finalizzate, tra l’altro, a:
    • sviluppare competenze attraverso la cura dell’animale;
    • accrescere la disponibilità relazionale e comunicativa;
    • stimolare la motivazione e la partecipazione.

PROGETTO DI RIABILITAZIONE EQUESTRE ED EDUCAZIONE SPECIALE CON L’AIUTO DEL CAVALLO

La R.E. è un’attività che si avvale dell’aiuto dell’animale ed è quindi in grado di fornire potenti stimoli sia a contenuto fisiologico che psicologico.

Prendendo in considerazione il primo aspetto vediamo come il cavaliere sia sottoposto a sollecitazioni di regolazione posturale nei tre piani dello spazio, utili per conseguire un miglioramento del controllo posturale globale (capo-tronco). Il dorso del cavallo è paragonabile a un piano oscillante mobile sui tre piani dello spazio in grado di fornire al cavaliere input di natura tattile, propriocettiva e vestibolare che vengono utilizzati sia per l’acquisizione di un controllo posturale corretto sia per l’apprendimento di reazioni di equilibrio e di raddrizzamento. Anche dal punto di vista coordinativo sono numerosi gli stimoli forniti dal cavallo ed è completa la gamma di esercizi per lo sviluppo delle capacità coordinative che possono essere eseguiti stando seduti in sella.

Per quanto riguarda il secondo aspetto della riabilitazione equestre è una terapia di tipo regressivo ed essenzialmente relazionale. E’ questo un altro elemento che distingue l’attività in questione da altre forme riabilitative. E’ relazionale grazie all’introduzione di un mediatore vivo: il cavallo, animale dotato di intelligenza e capacità d’attenzione. il cavallo è soggetto attivo che riesce a trasmettere molteplici sensazioni. il cavallo, a differenza di altri animali domestici, si può montare  rappresentando così il prolungamento del corpo del cavaliere. Inoltre il cavallo è un animale che fa parte della cultura di tutti i popoli fin dall’inizio dell’umanità. Il rapporto Uomo-Cavallo nasce dal simbolismo, dal fantasmatico e dall’inconscio individuale e collettivo. Testimoni di ciò sono autori che hanno studiato questo rapporto da un punto di vista psicoanalitico (Freud, Joung). Così anche studi attuali di psicologia vedono il rapporto equilibrato fra uomo e cavallo come una sorta di conciliazione fra la componente istintiva e quella controllata che c’è in ognuno di noi. Il cavallo e il suo mondo rendono dunque l’intervento terapeutico altamente motivante, permettendo inoltre una relazione dinamica di adattamento creativo per la varietà delle situazioni che si vivono. La motivazione è per definizione l’insieme dei fattori dinamici che determinano il comportamento; è il motore che risveglia l’interesse qualora ci sia una prospettiva di piacere. E’ il punto di partenza per lo sviluppo intellettivo e psicologico. Il disabile a cavallo è investito da un insieme di sensazioni totalmente differenti da quelle che egli è solito vivere; è libero di servirsi dei mezzi messi a sua disposizione per entrare in contatto con l’animale. Il piacere senso-motorio, il contatto fisico pelle contro pelle, provocano un risveglio a livello di sensazioni primitive tali da rendere l’allievo, gradualmente, padrone della situazione e responsabile delle proprie azioni. La R.E. ha diverse implicazioni riabilitative le più importanti delle quali sono riportate di seguito:

  • Aggiustamento del tono muscolare ed equilibrio: il movimento del cavallo al passo si irradia dal bacino del soggetto verso la nuca e gli arti inferiori e superiori che, non più influenzati dal carico gravitazionale, subiscono una progressiva decontrazione muscolare. Attraverso le partenze, gli arresti, i cambi di direzione e velocità, il soggetto è costretto ad una serie di adattamenti delle diverse parti del corpo sul tronco e lo sguardo si allinea parallelamente al suolo.
  • Motricità globale: il passo del cavallo provoca traslazioni antero-posteriori, trasversali, verticali e rotazione sul piano orizzontale a livello del bacino. Il soggetto è coinvolto in una attività motoria globale che richiede una maggior coordinazione dei movimenti atti alla guida del cavallo e contestuali atteggiamenti deputati alla conservazione di un corretto equilibrio.
  • Motricità fine: i soggetti partecipano attivamente alla preparazione del pasto del cavallo e alla sua cura (accarezzare, abbracciare, pettinare la coda, spazzolare, strigliare, mettere e togliere il fascione), in questo modo è possibile sviluppare capacità manipolatorie.
  • Organizzazione spazio-temporale: si fornisce al soggetto un’informazione corretta del campo propriocettivo, poiché il cavallo consente posture adattive e spostamenti che facilitano sia l’analisi dell’idea di spazio, sia la realizzazione di movimenti gestuali finalizzati all’integrazione di un nuovo schema corporeo. Per tale motivo il maneggio viene opportunamente allestito disponendo punti di riferimento come ad esempio: lettere o figure, che rappresentano degli input visivi in grado di favorire l’orientamento spazio-temporale, oltre che essere riferimenti direzionali per l’esecuzione di figure di base dell’equitazione.
  • Schema corporeo: attraverso i numerosi stimoli sensoriali (propriocettivi, esterocettivi, interocettivi,) derivati dall’attività. si ottiene un corretto sviluppo dello schema corporeo che a sua volta produce corretti atti motori per un successivo sviluppo dello schema motorio del bambino. La T.A.A. è uno stimolo per lo sviluppo di questi elementi favorendo la presa di coscienza dei punti di appoggi del soggetto a cavallo, dell’attività muscolare nell’alternarsi di controllo tonico e rilassamento, degli spostamenti segmentari e dei giochi articolari in risposta ai movimenti del cavallo.
  • Il cavallo fonte e tramite di relazione: il cavallo provoca un risveglio dell’affettività de è capace di rendere ricca e significativa la seduta, è uno strumento vivo di cui il soggetto deve prendersi cura e con cui deve instaurare un rapporto di reciproca fiducia ed affetto.

Dott. Marco Tibaldi (Neurologo, specializzato in Pronto Soccorso e Medicina d’Ugenza)

Dott.ssa Ravaioli Angela ( Pedagogista, specializzata in Interventi Assistiti da Animali, ed Istruttrice di Equitazione e Volteggio.)

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